La Giornata mondiale del turismo, che ricorre il 27 settembre, è un’occasione per promuovere il valore sociale, culturale ed economico del settore turistico e degli operatori che lavorano in questo campo. Istituita dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) nel 1980, la giornata è anche un’opportunità per riflettere sul ruolo strategico del turismo come leva per raggiungere lo sviluppo sostenibile.
Dopo aver parlato della Giornata mondiale della diversità culturale, in questo articolo ripercorriamo le origini del turismo moderno e la sua evoluzione nel corso del tempo. La situazione dell’Italia e il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna sono il cuore dell’articolo.

Giornata mondiale del turismo: ripensare il tempo libero
La prima forma di quello che viene considerato turismo moderno è certamente il Grand Tour, un’usanza dei rampolli delle famiglie borghesi del XVII- XVIII secolo. Si trattava di viaggi di formazione organizzati in Europa e che trovarono in Inghilterra i primi sviluppi con la nascita della prima agenzia viaggi, la Thomas Cook & Son.
L’Italia scoprì solo più tardi, agli inizi del Novecento, la forte vocazione turistica del Paese. L’Italia, infatti, è da sempre ricca di enormi potenzialità tanto dal punto di vista architettonico e culturale, quanto dal punto di vista artistico e paesaggistico. Sono due le date importanti per il turismo italiano: il 1919, anno in cui è nata ENIT – Ente Nazionale del Turismo – e il 1947, anno in cui è stata fondata la prima sede dell’agenzia viaggi Alpi, che ha poi cambiato nome in Alpitour.
Dopo la seconda guerra mondiale si è registrato in Italia un aumento della mobilità. Il Bel Paese divenne una meta considerata dagli stranieri, in virtù della presenza di una varietà di luoghi, dal divertimento del mare fino alla quiete della montagna. Se negli anni ’70 il turismo è ancora un lusso per pochi, negli anni ’90 si afferma come un fenomeno di massa. Il concetto vacanza organizzata, sostituisce quello di villeggiatura e, parallelamente, si inizia a parlare di “turismi”. Con la globalizzazione, dai primi anni 2000, si viaggia per una serie di motivi diversi. Il turismo si adatta ai tempi con la costruzione di percorsi, visite e itinerari per ogni esigenza.
Alla scoperta di Bologna: il Museo del Patrimonio Industriale
Nel ventaglio di proposte turistiche offerte dall’Italia, spicca una realtà situata a Bologna. È il Museo del Patrimonio Industriale, che all’interno di una fornace racchiude ben 6 secoli che riguardano la storia produttiva di Bologna e del suo territorio.
Nato nel 1994 all’interno dell’ex Fornace Galotti, il Museo del Patrimonio Industriale rappresenta un punto di riferimento per chi vuole scoprire il passato manifatturiero della città, dalle antiche filande di seta alle più moderne industrie meccaniche. Il recupero dell’edificio è stato pensato per conservare e valorizzare le tracce materiali e immateriali dell’identità produttiva bolognese.
Oggi il Museo è anche un centro culturale dinamico, dove ricerca, didattica e divulgazione si intrecciano per raccontare un patrimonio vivo e in continua evoluzione.