Vivere in un paese meraviglioso è un vanto inestimabile e allo stesso tempo un’eredità pesante con cui confrontarsi continuamente. Ogni regione d’Italia ha una storia così importante, una cultura così significativa che credere di poter ottenere ancora di più da questa terra di meraviglie sembra quasi impossibile.
Per quanto riguarda il territorio bolognese, questo dilemma si ripropone continuamente: come migliorare una macchina considerata già perfetta dal mondo intero?
Come rendere ancor più efficiente un settore conosciuto ed emulato ovunque?
Come diventare inarrivabili quando si è già in vetta da così tanto tempo?
La risposta a questa domanda è la chiave del successo industriale bolognese: investire sull’innovazione è l’unico modo per rendere immortale qualcosa che è già storicamente straordinario.

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L’innovazione nasce nel passato e continua nel presente

La cultura tecnica bolognese è un patrimonio difficile da emulare, con una capacità formidabile di rinnovarsi ed evolversi nel tempo, eppure nulla si crea così, all’improvviso. Tutte le grandi storie hanno infatti grandi protagonisti, capaci di renderle appunto, uniche: quella del distretto industriale bolognese è proprio una grande storia, suddivisa in tanti capitoli differenti, scritti sì da mani disparate ma motivate dallo stesso spirito rivoluzionario.
A partire dall’incredibile evoluzione del mercato della seta fino ad arrivare al florido e consolidato settore motoristico, c’è sempre stata un’idea alla base del distretto industriale bolognese, capace di alimentare un progetto continuo di innovazione e ricerca, sia per migliorare il prodotto che per facilitare il lavoro di chi deve dargli vita.
L’idea di innovazione non è quindi un concetto recente, gli innovatori esistono dall’alba dei tempi: lo fu Ferruccio Lamborghini quando decise di concentrarsi sulle macchine sportive, senza accontentarsi dello straordinario successo ottenuto dalla fabbrica di trattori, come lo furono tanti altri, motivati non solo dal desiderio di arricchirsi ma di creare qualcosa di unico, qualcosa che potesse salire sul podio delle eccellenze mondiali.
L’innovazione non è quindi una delle tante strade percorribili per garantire un futuro solido alle aziende del mercato bolognese ma è, insieme alla formazione tecnica, il suo più grande punto di forza.

Innovazione sul campo

L’innovazione e il mercato industriale bolognese: un rapporto in via di sviluppo

L’innovazione rappresenta oggi un tema fondamentale per il mercato industriale bolognese: il rapporto tra cultura tecnica e nuove tecnologie deve consolidarsi affinché queste due tematiche, oggi ancora troppo separate, si uniscano in un unico grande insieme di riferimento.
A questo proposito, il Ministero dello sviluppo economico ha finanziato la creazione di centri di competenza ad alta specializzazione, responsabili di orientare e formare le imprese sulle tematiche inerenti Industria 4.0, oltre a fornire supporto nella realizzazione di progetti di innovazione.
Nel territorio bolognese il Competence Center di riferimento è Bi-Rex, un consorzio che raggruppa 57 player tra università, centri di ricerca e imprese di eccellenza per assistere le aziende, attraverso servizi di consulenza tecnologica e progettazione di soluzioni innovative.
Il forte sentimento di innovazione sta poi prendendo piede all’interno di tante realtà industriali bolognesi, che hanno investito su veri e propri reparti dedicati esclusivamente allo sviluppo di nuove tecnologie: anche le aziende più datate si stanno dedicando completamente all’innovazione, investendo su floridi e promettenti progetti per il futuro.
Riparte così, continuamente e senza sosta, una nuova era del mercato industriale bolognese: un tempo ricco di speranza per un futuro che condivide con il suo pesante passato cultura, motivazione e il medesimo spirito di innovazione.