L’elettrofisiologia – branca della cardiologia che studia i disturbi legati al ritmo cardiaco – è nata a Bologna grazie all’intelletto di Luigi Galvani, tra i più illustri scienziati del XVII secolo nel contesto bolognese.

Tutto ebbe inizio grazie ad alcuni esperimenti effettuati sulle rane. Proprio attraverso studi su questi animali, infatti, Galvani iniziò a comprendere con metodo scientifico il funzionamento di nervi e muscoli, conduttori e al contempo ricettori degli stimoli cerebrali.

elettrofisiologia

Chi era Luigi Galvani

Luigi Galvani nacque a Bologna nel 1737. La sua formazione avvenne nei migliori istituti scolastici cittadini e culminò con l’iscrizione alla facoltà di Medicina nel 1754. Qui conobbe dei maestri che lo introdussero all’importanza della sperimentazione interdisciplinare: Pier Paolo Molinelli, Jacopo Bartolomeo Beccari, Giuseppe Monti e Domenico Gusmano Galeazzi.

Il suo praticantato, avvenuto negli ospedali cittadini di Santa Maria della Morte e di Sant’Orsola, lo portò ad assistere il noto chirurgo Giovanni Antonio Galli. Nel 1761, grazie a Galeazzi, si inserì negli ambienti accademici, dopo essersi iscritto all’istituto delle Scienze. Nonostante i numerosi anni di insegnamento, in questo periodo non vennero pubblicate molte opere di Galvani.

Un anno decisivo per lo scienziato fu il 1773, durante cui si interessò alle sperimentazioni elettriche, ponendo le basi per l’elettrofisiologia. In uno studio articolato in quattro fasi distinte, Galvani dimostrò che gli animali possiedono una propria elettricità interna, prodotta dal cervello e distribuita ai muscoli tramite i nervi.

Per le sue ricerche di rilievo nell’ambito scientifico, a Galvani fu dedicata la piazza antistante l’Archiginnasio a Bologna.

Il ruolo dell’elettrofisiologia nell’innovazione

L’elettrofisiologia può essere considerata il linguaggio elettrico della vita: le intuizioni e i successivi studi del bolognese Luigi Galvani hanno posto le fondamenta per l’innovazione scientifica e tecnologica in numerosi campi. Tra questi:

  • le neurotecnologie e le brain computer interface (BCI): si tratta di sistemi e dispositivi che interpretano i segnali cerebrali. Vengono impiegati per restituire funzionalità motorie a determinate tipologie di pazienti;
  • la cardiologia avanzata: riguarda le attività relative al trattamento delle aritmie tramite albazione elettrofisiologica e la realizzazione di dispositivi come pacemaker intelligenti, capaci di adattarsi all’attività elettrica del cuore;
  • la bioingegneria: comprende l’elettrostimolazione e la medicina rigenerativa, che favoriscono la rigenerazione di tessuti nervosi o muscolari e lo sviluppo di materiali e impianti bioelettronici che dialogano con il sistema nervoso.

Oggi l’elettrofisiologia non è solo una disciplina di ricerca, ma una chiave per comprendere e migliorare il funzionamento del corpo umano. Una scienza in continua evoluzione.