I motori, come le macchine sono sempre stati considerati “roba da uomini”, delineando confini ben precisi tra quello di cui i maschi si devono interessare e quello che invece è affare delle donne.
Questa convinzione è stata alimentata ulteriormente (o è stata la causa, questo non possiamo affermarlo con certezza) dalla presenza nettamente superiore di piloti uomini che corrono in Moto GP, così come in Formula 1. Di ragazze veloci in pista ce ne sono e ce ne sono state ma non hanno mai attirato l’attenzione come i grandi piloti uomini, riconosciuti e ammirati, giustamente, in tutto il mondo.
Eppure per partecipare a un Motomondiale, oltre alla bravura del pilota, anche la vettura deve essere all’altezza delle aspettative: quello che noi ammiriamo, stupefatti e ipnotizzati, è infatti il risultato di grande lavoro e dedizione, un impegno costante del team per fornire al proprio pilota il miglior mezzo mai guidato. Ma anche questa squadra è organizzata interamente al maschile?

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Donne ai box: dietro a un grande pilota c’è sempre un grande team

La società si sta evolvendo, seppur con qualche difficoltà, e sta permettendo alle donne di esprimere tutto il loro potenziale, anche nei settori da sempre considerati maschili. Uno di questi è sicuramente il vasto mondo dell’ingegneria, che ancora oggi vede dalle classi universitarie al mondo lavorativo, una forte predominanza di uomini.
I motivi di questo importante gender gap, particolarmente presente in settori specifici come quello industriale, sono da ricondurre agli innumerevoli lasciti culturali da cui siamo giornalmente influenzati e dai quali, con molta fatica, stiamo cercando di allontanarci.
Quello che è importante sapere è che oggi, le donne ai box sono veramente tante e ricoprono, il più delle volte, ruoli decisivi nella realizzazione del prodotto finale.
Accade infatti spesso che le donne vogliano intraprendere carriere differenti rispetto a quelle che la società tende a riservare loro, mosse da una grande passione che hanno coltivato sin da bambine e che, con grande coraggio e dedizione, vogliono a tutti costi trasformare in lavoro.
È il caso, ad esempio, di Marta Massera, Progettista Motori in Ducati Corse, laureata in ingegneria meccanica con la specializzazione, appunto, in progettazione e dinamica dei “veicoli terrestri”.
In una lunga intervista rilasciata a Ducati, Marta Massera spiega come la passione sia il fulcro di qualsiasi cosa: fare del proprio sogno un vero e proprio lavoro è il risultato personale più alto che una persona possa ottenere.

Donne e motori

Donne che fanno scuola: un movimento in via di sviluppo

Le donne che vogliono fare questo mestiere lo sanno, si avventureranno in un settore a maggioranza maschile, ma non hanno motivo di esserne intimidite: il mondo è un contenitore enorme di persone, prima che di uomini e donne.
Eugenia Capanna è un’altra donna, appassionata di macchine e motori, che la paura di non essere accettata sembra non averla mai avuta, o se l’ha sperimentata certo ha capito ben presto che non faceva per lei: oggi è la fondatrice di MTS – Motorsport Technical School – una scuola che si occupa della formazione di meccanici e ingegneri di pista.
Non solo studiare e fare parte di un mondo prettamente maschile come quello della Formula 1, ma addirittura fare a scuola a meccanici e ingegneri è l’approccio giusto per eliminare definitivamente i vecchi stereotipi che ancora ci circondando.
Proprio come Eugenia Capanna e Marta Massera, tante altre donne hanno aspirazioni e desideri di questo tipo: investire maggiormente nella formazione tecnica, favorendo l’iniziale riduzione e successiva eliminazione del gender gap culturale che pervade l’intero distretto industriale è sicuramente il primo passo da compiere per migliorare la nostra società dall’interno.
Passione, dedizione e perseveranza sono poi gli ingredienti fondamentali per cambiare definitivamente il mondo che ci circonda: ricordiamocelo sempre, non esistono limiti a quello che una donna può fare.