Il diritto allo studio è tra i diritti fondamentali dell’essere umano ed è alla base di una società democratica: il 17 novembre, Giornata internazionale degli studenti, è un’occasione per ricordarlo.

Garantire a tutti l’accesso equo all’istruzione, indipendentemente da condizioni economiche, sociali o geografiche, significa investire nel futuro dei giovani e del Paese. Si tratta non solo nel futuro dei singoli studenti, ma dell’intera collettività: l’istruzione è un potente strumento di emancipazione, di riduzione delle disuguaglianze e di sviluppo sostenibile.

diritto allo studio

Perché il 17 novembre?

La data scelta per questa ricorrenza non è casuale, ma è legata a tre avvenimenti storici risalenti al 17 novembre di anni diversi:

  • 1939: l’uccisione, ad opera di nazisti, di 9 studenti e dei rispettivi insegnanti durante un’occupazione dell’Università di Praga;
  • 1973: l’abbattimento di un carro armato al politecnico di Atene per reprimere la rivolta studentesca contro la dittatura militare;
  • 1989: l’inizio di una rivolta contro il regime in Cecoslovacchia, proprio a partire dalla commemorazione della strage del ’39.

Questi tre episodi sono legati da un filo conduttore ben preciso: la consapevolezza che l’istruzione non è un bene negoziabile.

Il diritto allo studio nell’era della globalizzazione

L’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce che “ogni individuo ha diritto all’istruzione”. Eppure, oggi più che mai, nel contesto della globalizzazione questo diritto è messo alla prova da disuguaglianze crescenti, crisi economiche e carenze strutturali del sistema scolastico.

Dal punto di vista economico, la globalizzazione accentua il divario tra le diverse parti del mondo, e sulle modalità di accesso all’istruzione in ognuna di esse. In questo scenario si colloca anche il fenomeno del digital divide, ossia quella disparità tra chi possiede un adeguato accesso a Internet e chi, invece, non può permetterselo o, per scelta, non ne usufruisce. Questo ha un impatto sociale, economico e culturale non indifferente su chi subisce il digital divide. In particolare, questo fenomeno riguarda alcune categorie di soggetti come gli anziani, le donne disoccupate, gli immigrati e i diversamente abili.

Ma, dall’altra parte, la globalizzazione rappresenta anche un’opportunità per numerosi motivi. In primis, favorisce i flussi migratori e, di conseguenza, la presenza di studenti di origini e nazionalità diverse all’interno degli istituti scolastici e delle università. In secondo luogo, gli organismi globali propongono linee guida per raggiungere l’obiettivo di un equilibrio e di una situazione di parità. Inoltre, gli strumenti digitali rappresentano un “accesso amplificato” a materiali e risorse che sarebbe impensabile senza il fenomeno della globalizzazione.

Il diritto all’istruzione, oggi, va difeso e rafforzato non solo come principio universale, ma come pratica concreta, quotidiana e inclusiva grazie a un impegno congiunto tra istituzioni, scuole, enti del terzo settore e imprese.