Affermarsi nel campo dell’entomologia agraria, considerato, al tempo, un settore prevalentemente maschile. Questo il motivo per cui è ricordata, in ambito scientifico, la figura di Maria Matilde Principi.

Abbiamo già parlato della tenacia di figure bolognesi che si sono distinte in campo scientifico come Laura Bassi, tra le prime donne al mondo ad aver ottenuto un dottorato e una cattedra in un’Università europea e Maria Dalle Donne, la prima donna a diventare medico a Bologna.

In questo articolo approfondiamo la vita di Maria Matilde Principi e la sua determinazione nell’intraprendere una carriera diversa.

Nel corso dell’incontro si è riflettuto su come l’innovazione – dall’intelligenza artificiale all’automazione industriale – stia ridefinendo gli equilibri economici e sociali, generando al tempo stesso nuove opportunità e nuove vulnerabilità.
In questo contesto, la cyber resilienza emerge come una competenza collettiva ancora in fase di maturazione, da costruire giorno per giorno attraverso collaborazione, consapevolezza e cultura digitale condivisa.

aula con banchi, libri e sedie, adibita allo studio

Chi era Maria Matilde Principi

Nata a San Mariano, vicino Perugia, Maria Matilde Principi trascorse gran parte della sua vita a Bologna. Dopo aver conseguito la laurea presso la Facoltà di Agraria, nel 1938 vinse una borsa di studio del Ministero dell’agricoltura e delle foreste, che la portò a trasferirsi a Bologna per volere dell’entomologo Guido Grandi.

La sua passione per l’entomologia ebbe inizio proprio in concomitanza con il suo percorso di crescita in questa specializzazione: nel 1948 fu nominata assistente, nel 1951 aiuto, fino a ottenere la libera docenza in entomologia. Nel 1958 vinse il concorso per la cattedra dello stesso Grandi. Poco dopo, divenne altresì dell’istituto bolognese presso cui insegnava e, dal 1970, diresse la rivista «Bollettino dell’istituto di entomologia Guido Grandi». Più tardi assunse anche la direzione della Scuola di specializzazione di fitopatologia, fondò e coordinò il dottorato di ricerca in entomologia agraria. Raggiunti i limiti di età, fu nominata professore emerito dell’Università di Bologna.

Una figura di rilievo nell’entomologia

Maria Matilde Principi dedicò quasi tutta la sua vita alla ricerca in ambito scientifico. In particolar modo, i suoi studi esplorarono i neurotteri, con una particolare attenzione per i rafidiotteri e i planipenni. Si tratta di insetti a cui è attribuita una fondamentale importanza dal punto di vista agrario ed ecologico: sono, infatti, predatori di acari e insetti fitofagi dannosi.

Gli studi di Maria Matilde Principi nell’ambito dell’entomologia hanno contribuito soprattutto alla conoscenza della morfologia, dell’anatomia e dell’istologia di questi insetti. Ma non solo: le sue ricerche hanno anche scoperto nuovi dati sul loro ciclo biologico, sui loro habitat e sui loro regimi dietetici.

Il suo contributo nell’entomologia è significativo in quanto ha reso possibile una classificazione di questa famiglia di insetti e un elenco di neurotteroidei in Italia. Tutte informazioni fondamentali per lo sviluppo di tecniche per la protezione integrata delle piante coltivate in Emilia Romagna.

La storia di Maria Matilde Principi è un esempio di come la competenza possa superare barriere e limiti.