L’International Day of Women and Girls in Science è una ricorrenza globale volta a celebrare il ruolo essenziale delle donne nella scienza, nella tecnologia, nell’ingegneria e nella matematica (STEM). È un’occasione per valorizzare chi ha spinto i confini della conoscenza, rompendo barriere culturali e stereotipi di genere, e per accendere i riflettori sulle nuove generazioni di giovani scienziate.

Nel corso del nostro viaggio attraverso la categoria Donne fuori pista, abbiamo raccolto storie di donne che non si sono piegate ai limiti sociali imposti dal loro tempo e che oggi rimangono modelli di riferimento per chiunque aspiri a una carriera scientifica o tecnica.

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Le storie raccontate su Fabbrichiamo il Futuro

  1. Bettisia Gozzadini: la prima donna insegnante

Nel XIII secolo, quando l’accesso all’istruzione universitaria era praticamente esclusivo per gli uomini, Bettisia Gozzadini emerge come una figura di straordinaria ambizione: fu una delle prime donne al mondo ad assumere un insegnamento universitario.

Nata a Bologna nel 1209, Bettisia non si arrese alle convenzioni sociali del suo tempo. Dopo aver studiato privatamente, conquistò la laurea in Giurisprudenza e divenne titolare di una cattedra di diritto. Le sue lezioni erano così seguite che si racconta che dovesse tenere discorsi anche all’aperto per accogliere tutti gli studenti.

La sua storia ci ricorda che la ricerca della conoscenza non conosce genere e che il diritto delle donne all’istruzione è una conquista da difendere con forza.

  1. Laura Bassi: la scienziata che abbattè le barriere del suo tempo

Una delle figure più risonanti della scienza italiana è Laura Bassi, nata a Bologna nel 1711. È considerata una pioniera nel mondo accademico europeo: tra le prime donne al mondo a ottenere un dottorato e a insegnare all’università.

In un’epoca in cui le donne erano escluse dalla maggior parte delle attività accademiche, Bassi affrontò e superò numerosi ostacoli culturali per affermarsi come fisica e docente di fisica sperimentale. La sua carriera fu un susseguirsi di conquiste accademiche e riconoscimenti e il suo esempio ha aperto la strada a generazioni di donne nel mondo della scienza.

  1. Maria Dalle Donne: la prima donna che diventò medico a Bologna

Nel solco tracciato da Laura Bassi, Maria Dalle Donne, nata nel 1778, è ricordata come la prima donna a diventare medico presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.

Educata da insegnanti di alto livello, Maria dedicò la sua carriera alla medicina, sviluppando temi allora poco esplorati in ostetricia e cura del neonato. Oltre alla pratica medica, fu anche direttrice della Scuola per levatrici, dove formò nuove generazioni di donne professioniste con rigore e umanità.

La sua vita testimonia che il talento e la passione per la scienza possono superare i pregiudizi sociali, aprendo nuove strade professionali per le donne.

  1. Maria Matilde Principi: una figura accademica controcorrente

In tempi più recenti, Maria Matilde Principi si è distinta nel campo dell’entomologia agraria, una disciplina storicamente dominata da figure maschili.

La sua carriera è un esempio contemporaneo di come la determinazione e la competenza scientifica possano portare una donna a imporsi in ambiti specialistici e tecnici, contribuendo alla diffusione della conoscenza e alla ricchezza della ricerca applicata.

  1. Arianna Menciassi: il futuro della medicina

Nel panorama scientifico contemporaneo emerge la figura di Arianna Menciassi, eletta fellow dall’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), una delle onorificenze più prestigiose nel campo dell’ingegneria.

Menciassi è docente e ricercatrice di robotica biomedica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con un focus innovativo su microrobotica e chirurgia minimamente invasiva. La sua attività scientifica rappresenta un modello non solo per l’eccellenza tecnologica, ma anche per l’avanzamento delle donne nelle discipline STEM.

Ispirare il futuro

Queste biografie non sono semplici racconti individuali: sono pietre miliari nella costruzione di una cultura scientifica più inclusiva:

  • mostrano come le donne abbiano contribuito, nonostante ostacoli culturali, alla scienza e alla conoscenza;
  • evidenziano l’importanza di abbattere stereotipi di genere nelle discipline tecniche e scientifiche;
  • fungono da modelli per ragazze e giovani donne che oggi aspirano a carriere in STEM;
  • ricordano che il talento non ha genere, e che l’equità nella ricerca è una risorsa per tutta la società.

In occasione dell’International Day of Women and Girls in Science (11 febbraio), Fabbrichiamo il Futuro celebra queste donne “fuori pista” non come eccezioni isolate, ma come esempi che spingono avanti il progresso umano.

Le loro storie ci ricordano che scienza, innovazione e creatività fioriscono solo quando ogni voce è ascoltata e ogni talento ha spazio per emergere. Oggi più che mai, raccontare e diffondere questi esempi significa coltivare fiducia, ambizione e opportunità per le nuove generazioni.